Monday, 27 February 2012

VITA METROPOLITANA (Part Two)


Capitolo 1. Tutte le mattine, in Africa, una gazzella si sveglia…


Ci sono tante cose che al mattino vorremmo non fare. Una di queste é correre. 

La tipica giornata in città inizia con il combattimento per strada e sui mezzi di trasporto.

Per uscire di casa bisogna indossare un’armatura metallica possibilmente con elmetto e scudo (la spada la si lascia a casa, perché non vogliamo fare del male a nessuno!).


La nostra corsa ad ostacoli avrà come punto d’arrivo: il nostro beneamato posto di lavoro (per i pochi fortunati che ce l’hanno un lavoro!).  

Esci da casa, hai appena girato l’angolo, ti avvicini alla fermata dell’autobus che brulica già di gente %$#’@3%6%~##… ma quanti sono? 

Vedi un veicolo piu’ alto degli altri, ti stropicci gli occhi e pensi… sara’ un camion! Allora continui a camminare verso la fermata. Non fai in tempo a stropicciarti di nuovo gli occhi che quello che pensavi fosse un camion, ti passa davanti pieno zeppo di gente che s’arrampica gli uni agli altri per non cascare. Il conducente guardandoti con l’aria sorniona, sembra dire: povera illusa…

Quindi cosa fai? Tenti una corsetta disperata, verso le porte del bus. Si ferma al semaforo!

Evvai!! Adesso lo becco!

Bussi alla porta dell’autobus con la faccia supplicante, il conducente non potrebbe non essere meno interessato all’evento. Allora tiri un pugno sul vetro e poi un altro e un altro ancora e cominci ad imprecare: %$#’@3%6%~##


L’autobus riparte e il conducente intanto se la ride sotto i baffi: é una donna! 
… %$#’@3%6%~##

Dopo aver aspettato per altri 10 minuti ed essersi accalcati su un altroautobus, finalmente si parte!

L'atmosfera è questa: tento di respirare mentre la pancia di un donnone mi schiaccia la cassa toracica (ma perché sono cosí alti?!). Un bambino strilla nel passeggino, un altro gioca al Super Mario con la console a tutto volume, mentre la madre urla qualcosa al telefono in una lingua incompresibile. L'autista si destreggia spericolatamente giù per la collina, mentre tutti sbraitano e cascan giù come salami.

Con una mano mi aggrappo a un maniglione, mentre con l'altra mi tengo al cappotto di qualcuno.

Dopo 6 semafori e frenate da rally, si arriva alla stazione della metro…tutti insieme, appassionatamente!



(to be continued...)



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