Vivere in una grande città credo sia stato il mio sogno da bambina,
inconsciamente da sempre.
Da piccola guardando i film girati nelle grandi metropoli, mi
fermavo a pensare, con aria sognante, quanto sarebbe stato eccitante
trasferirsi in un posto cosí.
Novità e posti magnifici da visitare. Musei,
piazze, chiese, spettacoli, concerti.
Musica per le strade, insegne e luci colorate.
Adesso é una realtà che mi accompagna tutti i giorni, nella buona e
nella cattiva sorte.
Ci sono tanti aspetti che mi mancano del “vivere in un piccolo paese”,
come salutare la gente per strada, fare due chiacchiere col giornalaio o il
fruttivendolo. Camminare per marciapiedi che non sono affollati o attraversare
la strada senza rischiare di essere spazzata via da un autobus o da un taxi in
corsa.
Dove gli autisti suonano il clacson per salutarsi o per festeggiare gli
sposi novelli :-) Si vendono angurie e lumache agli angoli delle strade…
la vita é dura, ma sembra essere una festa tutti i giorni.
Un paese, che rispetto ad altri tanto piccolo non é, ma abbastanza da:
- conoscere un quarto della
popolazione (ed esserne in qualche modo imparentati),
- conoscere almeno di vista un
altro quarto della popolazione (salutarla per strada),
- aver sentito parlare almeno
una volta del terzo/quarto di popolazione.
- …l’ultimo "quarto"
saranno bambini (figli di qualcuno che conosco) e anziani (nonni di
qualcuno che conosco).
Vivere in una città in cui conosci un numero talmente piccolo di
persone, che bastano le dita delle mani per contarle, è un'esperienza nuova e
sicuramente una sfida.
Muoversi in una città abitata da 8milioni di persone (esclusi i turisti)
é come nuotare a ridosso della barriera corallina tra un banco di pesci e un
prato di alghe tentacolari che ti si aggrovigliano su per le gambe.
Sono questi gli aspetti di una città cosi’ grande che mi fanno pensare
al passato, a volte rimpiangendo la bella vita di paese che scorre lenta e
beata, con una vena malinconica.
(to be continued...)
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